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A desta germogli del nostro basilico |
Il basilico è una pianta
piuttosto particolare. Il suo profumo inebriante ricordi d’estate, di pesto, di
conserve e spaghettate nasconde una simbologia alquanto complessa ed
arzigogolata. Originaria delle Indie, questa
verde pianta è cosiddetta "basilicum" per il suo grato odore, quasi
degno del re, basileus (da bas che viene dalla radice pa-). Plinio il Vecchio in “Naturalis
historia” ci racconta che “il basilico è seminato ottimamente durante la festa
di Pale”, un'antica dea pastorale delle popolazioni italiche. Questa festa
annua cadeva il 21 aprile e dicevasi Parilia o Pariglia, perché a Pale
innalzavano le loro preci i pastori affinché concedesse fecondità e salute ai
loro armenti; protezione in una parola! Curioso scoprire che anche il nome Pale
etimologicamente viene dalla radice pa- che significa proteggere, custodire, essere potente; la stessa radice di
basilico, di re, di padrone. La stessa di Basilisco che viene da basiliskos
diminutivo di basileus.
Festa di Pales, o L'estate (1783), a reimagining of the Festival of Pales by Joseph-Benoît Suvée |
Il Basilisco secondo Plinio il Vecchio sarebbe la creatura più mortale in assoluto. È infatti velenosissimo ed è in grado di uccidere con il solo sguardo che pietrifica o incenerisce. Qualunque essere vivente entri in contatto con il suo fiato o venga morso muore sul colpo. Il basilisco vivrebbe nel deserto da lui stesso creato, perché ha la capacità di seccare gli arbusti oltre che con il contatto, con il solo sguardo.
Basilisco con corona, simbolo del potere! |
Torniamo al Basilico. Secondo la mitologia romana sarebbe proprio servito come antidoto al veleno del Basilisco. Curiosa questa cosa. Il basilisco simbolo di minaccia, distruzione e pericolo; il basilico simbolo di protezione, sicurezza e salvezza. Entrambi comunque simboli, metafore di potere; un potere che protegge ed uno velenoso che minaccia. Un potere a cui appellarsi, affiliarsi, sotto il cui mantello rifugiarsi ed un potere letale, pericoloso dal cui morso mettersi in salvo, dal cui sguardo nascondersi.
In questo senso il basilico, “pianta
dall’odore degno di un re” ed “antidoto contro il pericoloso veleno del
basilisco”, è per noi la pianta simbolo del potere e delle ambivalenti emozioni
che si provano a starci in rapporto. Potere a cui ci si appella e da cui si
ricerca protezione e sicurezza. Potere che fa paura, perché capace di
distruggere, pietrificare, incenerire. Potere da cui si dipende, potere da cui
ci si difende, potere da contrastare, potere da cui scappare. Potere come modo
di vivere rapporti nell’attesa che l’altro sia un pericolo da annientare e
combattere o da bonificare e affiliarsi. Potere come paura dell’altro.
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